La passeggiata inizia alla fermata dell’autobus nella Breestraat. Qui si fermano quasi tutti gli autobus che partono dalla stazione e il taxi gratuito dal parcheggio dell’Haagweg. Continuando nella stessa direzione, svoltiamo poi a destra nella Pieterskerk-Choorsteeg, dove troviamo un gran numero di negozietti caratteristici. Noroc vende macchine da caffè espresso. La caffetteria adiacente serve un ottimo caffè. Il negozio Art Nail, che si trova proprio di fronte, trasformerà le vostre unghie in un vero e proprio capolavoro. Al numero 18 c’è Ribbels, che vende diverse marche di lane estere e (le traduzioni di) schemi di lavori a maglia. All’angolo due negozi di abbigliamento di seconda mano,
specializzati in lino antico e cappellini. Di fronte a voi, prima di svoltare a sinistra, altri cappelli: Het Hoedengilde. Molte creazioni sono ispirate all’Estremo Oriente. >>> <<< Al numero 91 invece, nel negozio ‘t Spiegel, la joie de vivre francese si riflette nelle centinaia di specchi con cornici riccamente decorate.
Un po’ più avanti a destra una piccola porta: è la Gekroonde Liefdepoort, la Porta dell'Amore Coronato. Qui visse Jan Steen, il famoso pittore di scene di vita quotidiana del seicento. Dietro a questa porta si incontra il connubio armonico di hofjes (casette disposte intorno a dei giardini interni) moderni e antichi, di cui il Pieter Gerritsz. Speckhofje (in fondo a destra) è una vera perla. Questo è l’unico dei trentacinque hofjes di Leiden le cui case hanno i mattoni dipinti di bianco. >>>
<<< Proseguendo dritti entriamo nella Kloksteeg e passiamo davanti alla Templum Salomonis, la più vecchia libreria della città. Het Prentenkabinet (il Gabinetto delle Stampe), che si trova in uno degli stabili più avanti, è tra i ristoranti più chic di Leiden. >>>
Dietro al numero 21 si trova il Jean Pesijnhofje, dove al centro è stata posta una bellissima meridiana. Molti americani visitano questo luogo. Qui, all’inizio del diciassettesimo secolo, viveva un gruppo di Padri Pellegrini, che per motivi religiosi erano dovuti fuggire dall’Inghilterra. >>><<< Ogni americano di un certo riguardo si ritiene un discendente dei Padri Pellegrini, che spiega perché l'allora presidente George Bush Sr. volle a tutti i costi visitare Leiden durante il suo viaggio in Olanda nel 1989.
<<< Alla sua destra è situato il Rijksmuseum van Oudheden, il Museo Nazionale delle Antichità. L’ultima cosa che uno si aspetta di trovare entrando nella modesta casa sul canale, è l’enorme sala che racchiude un intero tempio egiziano. >>>
La vegetazione lussureggiante ci porta nello stato d'animo giusto per visitare l'Hortus Botanicus. Per arrivarci svoltiamo a sinistra in direzione della Doelensteeg, passando davanti al Camino Real, il ristorante con la cucina più creativa di Leiden, arredato in uno splendido stile anni '80. Tornati sul Rapenburg passiamo a destra, sotto l'arco vicino all’Academiegebouw (Palazzo dell'Accademia). L’Hortus Botanicus di Leiden è il più vecchio del paese ed è famoso per le sue serre colme di meraviglie tropicali quali la ninfea gigante brasiliana e l’Amorphophallus. >>><<< Quando, nelle domeniche d'inverno, la serra viene trasformata in una sala per concerti, sprazzi di musica classica si muovono attraverso il verde.
La parte che preferisco è il Clusiustuin, una copia dell’Hortus originale, praticamente identico a com'era nel 1590 poco dopo l'inaugurazione. E’ un cortile interno meraviglioso, dove secondo un ordine preciso crescono le piante che all’epoca erano ritenute fondamentali per lo studio della medicina.
<<< Sull’angolo in fondo si trova il Klare Lijn (linea netta). Nonostante Leiden pulluli di negozi d’antichità e brocantage, il proprietario Hans Olijerhoek ha sempre saputo mantenere uno stile fuori dalla norma. Gli oggetti che espone si limitano al periodo 1920-1960 e sono prevalentemente vetro, lampade, stampe pedagogiche e piccole statue art déco. Inoltre Hans adora gli armadi d’archivio e da museo fatti di legno e composti da una moltitudine di cassetti, maniglie e porta etichette. La vetrina è piena di apparecchi elettrici di legno degli anni ’30, ricoperti di pulsanti, leve e strumenti di misurazione. Bisogna conoscere il passato di Hans per riuscire a comprendere pienamente il suo interesse per questi oggetti scientifici. Infatti, fino a poco tempo fa insegnava matematica. Ecco perché si parla di linea netta…
La seconda sorpresa è il caffè De Bontekoe, quasi di fronte. Questo locale fu costruito intorno al 1900 come macelleria. E’ tuttora ricoperto di piastrelle dipinte nello stile della Scuola dell’Aja, con paesaggi olandesi pieni di mucche ruminanti. La sera questo posto si riempie di quarantenni creativi, che cercano di raggirare la loro crisi di mezza età davanti ad un bicchiere di birra.
Svoltando l'angolo a sinistra, nella Beschuitsteeg 9, si trova il museo più sorprendente di Leiden. Non viene menzionato in nessuna brochure di musei o guida turistica e nonostante io stesso viva a Leiden, l’ho scoperto solo ora: il Leiden American Pilgrim Museum. Ho cominciato ad apprezzare questo museo più di qualsiasi altro, poiché l’informazione non arriva al visitatore tramite indicazioni e cartelli ma attraverso i racconti dello stesso direttore/conservatore/collezionista/guida, il signor Jeremy Bangs. Cosa c’è di meglio di qualcuno che ti racconta la storia di ogni oggetto, illustrazione, libro o rarità. Non ci sono vetrinette. Si è ospiti di un autentico salotto olandese del 17esimo secolo, dove qualsiasi Padre Pellegrino si sentirebbe subito a suo agio. Riguardo ai pellegrini non racconterò più niente, lasciamo fare a Jeremy. >>>
Seguendo la Nieuwstraat ed attraversando una grande porta si entra nel vero cuore di Leiden. Qui, lontano dal ronzio delle macchine e dal mondo moderno, si trova De Burcht (La Roccaforte). Sopra ad una collinetta eretta circa 1100 anni fa c’è un muro di cinta del dodicesimo secolo. Da qui si ha una splendida vista di Leiden. >>>